PENICHE, Il Paradiso che non ti aspetti

Vi è mai capito di sentire famigliare un posto senza averci mai messo piede prima?

Ecco, a me è successo proprio questo a Peniche. Questa piccola città portoghese che si affaccia sull’Atlantico mi ha fatto sentire a casa. Simile ai classici paesi tradizionali del Sud Italia, mi ha trasmesso subito sensazioni positive. 



Sentire l’aria fresca di quel posto, l’aria di mare, che ti fa stare bene, ha risvegliato qualcosa di bello in me, qualcosa di meraviglioso. Peniche mi ha fatto capire che il mondo deve essere scoperto più che puoi e non si può rimanere seduti in un ufficio senza provare a visitarlo. Camminare a piedi, sugli scogli, sulla strada, sulla spiaggia, scoprendo questo paradiso mi ha fatto sentire vivo. 

La mia convinzione prima di prenotare il viaggio era di vedere il Portogallo come un paese in piena crisi, convinzione smentita categoricamente poco tempo dopo. Pieno di turisti, si fa forte di una crescita che si tocca con mano. I locali hanno avuto l’intelligenza di non esibire prezzi troppo alti, permettendo davvero a tutti di andare a mangiare fuori, senza aver paura del conto. 
Senza dimenticare che Peniche è una delle tappe più importanti del World Surf League e vedere un campione, come Medina, sfidare quelle onde è stata un’esperienza stupenda.

Che dire? Tra cibo, paesaggi, onde gigantesche, spiagge stupende e tutto quanto, il Portogallo, in particolare Peniche, mi resterà nella mente per un bel pò, con la promessa di un ritorno per conoscere nuovi posti e nuove avventure.

Consiglio il Portogallo a chi ama avventurarsi nella natura, scoprendo un posto meraviglioso, con spiagge da sogno, e a chi vuole viaggiare senza spendere una fortuna.

RICORDATE LA VOSTRA VITA PRIMA DEI SOCIAL NETWORK?

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Anno 2016, i Social Network hanno ormai invaso il mondo, c’è chi twitta, chi mette like, chi crea snap, chi usa hashtag e tutti noi ormai ci facciamo coinvolgere da queste cose novità. Ma vi ricordate quant’era bello quando tutto questo non esisteva? Non voglio andare troppo indietro col tempo, semplicemente all’era dei semplici telefonini con squilli e messaggi. Quando uno squillo significava che quella persona ti pensava, e ti facevi i primi film mentali, passare ore a squillare, senza chiamare, perchè costava troppo. Ed attenzione se facevi mancare qualche squillo alla tua ragazza, “come mai non hai risposto allo squillo?” praticamente l’equivalente di ora di “sei online su whatsapp, come mai non rispondi?”. Senza dimenticare della “Summer Card” o della “Christmas Card” che ti davano la possibilità di mandare sms infinitamente, e quei Nokia si sentivano suonare dappertutto. Oppure personalizzare la suoneria, non era come ora, metti un mp3 e via, dovevi comporla, ti sentivi Mozart in quel momento. C’erano tutte queste cose, ma ricordo anche che c’era ancora il contatto fisico, uscire con l’amico senza mandargli messaggi o cose varie, parlare di presenza, capirsi, interagire. Ora quando succede qualcosa, la vieni a sapere tramite Facebook, “sono incinta”, “il 31 febbraio mi sposo”, “il nonno è venuto a mancare” e via con le classiche frasi “Auguri”, “Condoglianze” parole che rimangono li, su quella pagina. A poco a poco uccidiamo i veri valori della vita, l’amicizia, l’amore, la famiglia. Sta finendo tutto con un tweet. Non dico che i social network non siano degli ottimi metodi per conoscere gente nuova o tenersi in contatto con vecchi amici, ma dovremmo trovare un equilibrio tra la moderna tecnologia e la vecchia scuola di pensiero. Non siate solo “animali da tastiera” ma anche semplici persone che amano prendere un caffè con gli amici, andare a trovare i nonni o semplicemente guardare il mare senza quel bisogno di fotografarlo obbligatoriamente. Tenete anche qualcosa per voi, per la vostra mente. Un piccolo sfogo che condivido con voi, non me ne voliate se la pensate diversamente. Peace and Live. BornCrazy xD