INTERVISTA AGLI ALIEN CUT, PRODUTTORI DANCE

Essendo classe ’87, non posso che amare la dance, l’ho vissuta, l’ho ballata ed ho avuto la fortuna di averla suonata alle serate, da deejay. Sono molto felice di essere riuscito ad intervistare loro: gli Alien Cut, produttori di musica dance del momento.

1 – CHI SONO GLI ALIEN CUT?
Siamo due ragazzi conosciuti per caso, uniti dalla stessa passione per la musica, con gli stessi gusti, gli stessi obiettivi… Insomma, andiamo nella stessa direzione, e questo in un duo è fondamentale per la riuscita di un progetto.

2 – “OFFRI DA BERE” ENNESIMA HIT DANCE. VI RITENETE ORMAI UNO DEI POCHI PIONIERI DELLA DANCE IN VECCHIO STILE?
Diciamo che il nome Alien Cut è identificato come produttori di dance, ma non la chiameremmo in “vecchio stile”. Nel senso che come ogni genere, la dance si è evoluta nei suoni pur mantenendo le caratteristiche principali. Non è più la vecchia ItaloDance, ma è nato un movimento che sta prendendo piede soprattutto tra i giovani che però non ha ancora un nome ben definito. Ad esempio noi abbiamo identificato le nostre produzioni come “Musica Che Sposta”, più che altro perchè rispecchia in pieno il risultato che vogliamo ottenere da ogni disco o remix, quindi ci rappresenta in un certo senso, e racchiude anche i vari esperimenti che portiamo avanti, come la Trap-Dance. Un percorso iniziato con “Luna Park” , seguito poi da “Mamma Mia” e “Offri Da Bere”.

3 – QUANTO HA CONDIZIONATO LA VOSTRA VITA L’ ESSERE PRODUTTORI MUSICALI? AVETE DOVUTO FARE DELLE RINUNCE IMPORTANTI? OPPURE È SOLO TANTA “BELLA VITA”?
Essere produttori di musica ha condizionato tantissimo le nostre vite sotto ogni punto di vista. Siamo molto influenzati da tutto quello che accade durante il giorno, positivo o negativo che sia, quindi abbiamo sempre fatto in modo di trarre il senso utile da ciò che accade e trasformarlo in musica o prendere spunti per nuove idee. Lavoriamo senza un orario preciso perchè, come ogni cosa che piace, non vorresti mai smettere. Passiamo giornate e nottate intere a produrre qualsiasi cosa, dischi da suonare live, dischi da suonare solo nelle dirette in streaming, inediti, remix da regalare ecc.. E quindi pur conoscendo tantissima gente, facciamo quasi una vita da eremiti. Ma il tutto viene ripagato dalle persone che ci seguono e dalla gente che ci viene ad ascoltare dal vivo. Sembra una bella vita, facile, e fortunata. Ma alle spalle ci sono  tantissimi sacrifici, soprattutto per chi come noi, si è formato da solo partendo da zero, con tanta gavetta e contando solo su se stessi.

4 – LA SODDISFAZIONE PIU’ GRANDE DELLA VOSTRA CARRIERA?
Negli anni siamo riusciti ad ottenere tantissime soddisfazioni, molte non avremmo mai nemmeno sperato che accadessero. Diciamo che partendo dal basso ci siamo prefissati molti obiettivi da raggiungere e ci siamo riusciti. Ad esempio ricordiamo ancora la prima volta che andammo a suonare in Slovenia, ci vennero a prendere in aeroporto, e appena saliti in macchina la radio nazionale stava passando tutti i nostri dischi. Non ci credevamo ancora perchè erano le prime date all’estero e quindi non avevamo ancora la percezione di quanto la nostra musica fosse andata in giro. Oppure quando agli inizi del percorso vero, Gabry Ponte venne in studio da noi per lavorare spalla a spalla sul remix di Sexy Swag… Ne avremmo davvero tante da dire ma forse ti occuperemmo tutto il blog 😁, peró possiamo dire che la soddisfazione più grande per noi è stata quella di riuscire a vivere solo di musica trasformando un grande sogno da adolescenti, in realtà.

5 – CI SONO DELLE DIFFERENZE TRA L’ITALIA E L’ESTERO VERSO IL VOSTRO GENERE?
Ci sono tantissime differenze per come il nostro genere viene recepito tra l’Italia e l’estero. In Italia la dance è vista come la musica dei tamarri.  “Commerciale” spesso è un termine utilizzato quasi per snobbare, anche se poi, molte di queste persone, sono le prime a ribaltarsi in pista quando parte un drop con un bel tiro. Mentre all’estero è tutto più easy. Dischi come i nostri vengono  supportati in grandi radio network, utilizzati in programmi televisivi, senza nessun pregiudizio. Purtroppo in Italia la nuova musica dance non viene più supportata dai Network. Forse perchè non fa “figo”. Ma la gente vuole ancora questo in pista, e i dati di ascolto su Spotify o le visualizzazioni su YouTube parlano chiaro.

6 – COSA O CHI VI HA FATTO INNAMORARE DEL VOSTRO LAVORO?
È un amore che si ha dentro dalla nascita, ma viene scoperto per caso ed in modi diversi. Da bambini entrambi ci siamo resi conto di voler fare questo nella vita, ascoltando dei dischi che ci hanno segnato dentro. Provando una sensazione indescrivibile, un misto tra gioia, invidia, felicità e voglia di esprimersi senza parlare.  Non capivamo inizialmente cosa fosse, fino a quando non ti ritrovi a suonare il tuo disco davanti alla gente che salta, canta, urla e si abbraccia. In quel momento ti innamori e capisci che non vorresti fare nient’ altro che quello. Per sempre.

7 – DOVE VI VEDETE FRA 10 ANNI?
Fra dieci anni ci vediamo ancora in giro per le consolle come se avessimo iniziato adesso, ma con le creste bianche! Una figata… Sperando di avere ancora tutti i capelli 😂 Gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti… Si dice che se riveli i tuoi sogni non si avvereranno, quindi meglio non rischiare!

E’ stato davvero un piacere intervistare gli Alien Cut, e sono sicuro che ci delizieranno ancora con altre canzoni, tutte da ballare. Se volete avere altre informazioni, sulle loro serate o sulle loro produzioni:

Sito web: http://www.aliencut.com/
Facebook: https://www.facebook.com/AlienCutOfficial
Instagram: https://www.instagram.com/alien_cut
Alien Cut Youtube Channel : https://www.youtube.com/ALIENCUTchannel
Youtube Musica Che Sposta : http://www.youtube.com/MusicaCheSposta

INTERVISTA AD ELISA MIGLIACCIO, MODELLA

Tranquilli, non mi sono dimenticato di voi. Oggi ho avuto il piacere d’intervistare una ragazza che sa fare davvero tutto, da modella a presentatrice, da attrice a giornalista sportiva, vi voglio presentare Elisa Migliaccio:

1 – CHI E’ ELISA MIGLIACCIO?
Chi è Elisa Migliaccio? Beh, bella domanda!(ride ndr) più che ‘’La Migliaccio’’ ora come ora ti direi chi è Elisa. Perchè sai, il personaggio che ci si crea spesso non ritrae perfettamente e fedelmente chi realmente siamo. E per questo ti direi che Elisa, se dovessi spiegartela, è un po’ l’inguaribile romantica di Vasco, una stakanovista per eccellenza e allo stesso tempo un’atipica sognatrice. Sono una che crede molto nelle possibilità che ognuno ha, e di accontentarmi, nella mia vita, non ne sono mai stata capace. Sbagliando, sicuramente, perché molta della spensieratezza della mia adolescenza l’ho ‘’sacrificata’’ al cospetto della realizzazione dei miei sogni. Ma così come non so accontentarmi, non so neanche pentirmi di quello che faccio con il cuore, quindi direi che mi è andata piuttosto bene! 😛

2 – LA TUA ESPERIENZA PIU’ BELLA?
Per quanto riguarda la mia vita privata… beh, di quelle ne ho tante. Ma di quelle di solito non parlo mai. Per quanto riguarda la vita lavorativa, ti direi che ogni ‘’prima volta’’ per me resta l’esperienza più bella. La prima volta in radio, il primo articolo che ha fatto emozionare,la prima sfilata, la mia prima volta in uno studio, l’odore di carta stampata del mio primo copione da studiare, la prima volta su un set cinematografico. Per non parlare degli anni passati con il Pescara Calcio, la serie A, conoscere uno ad uno quelli che erano i miei idoli d’infanzia, la mia partecipazione alla premiazione in finale di Lega Pro… tutto quello che porto ancora avanti ed adesso ricordo con il sorriso resta per me l’esperienza più bella.

3 – QUESTO MONDO E’ DIVENTATO TALMENTE SOCIAL CHE NON SI CAPISCE PIU’ COSA SIA VERO O COSA SIA FALSO, CREDI CHE I SOCIAL NETWORK SIANO UN BENE O UN MALE PER QUESTA SOCIETA’?
Ti dirò, io sono una studentessa di Scienze della Comunicazione per i media e le piattaforme digitali (quindi…giornalismo, radio, televisione, social, cinema) e quindi, oltre a dirti che gioco in casa (ride ndr) posso dirti che, lavorando anche io sui social, credo molto nel loro potere. Credo fermamente che, se saputi usare, i social siano uno strumento di autoaffermazione pazzesco. Ci basti pensare alle decine di figure lavorative che sono nate intorno ai social networks in un mondo dove la disoccupazione è all’ordine del giorno. Quindi, che dirti, io son pro al loro utilizzo ma con determinate condizioni e solo su prestabilite fasce d’età. E, ovviamente, come per tutte le cose, senza mai esagerare. Poi la falsità, così come la troviamo nella vita reale, la troviamo anche lì, ma poi sta a noi non lasciarci trascinare dalla corrente del ‘’FAKE’’.

4 – SEI UNA RAGAZZA MOLTO ATTIVA, MA IL VERO SOGNO DI ELISA, QUAL’E’?
Ce ne sono tanti. Ma ti direi che i principali sono: crescere in maniera esponenziale, riuscire a far girare un impero intorno alla carriera che sto costruendo piano piano… e ultimo, ma non d’importanza, diventare una brava mamma ed una brava moglie in futuro. Il mio sogno è, un domani, di essere un esempio.

5 – PARLANDO DI CALCIO, LA JUVENTUS E’ SICURAMENTE REGINA DEL NOSTRO CAMPIONATO, ORMAI DA ANNI. QUALE SQUADRA SECONDO TE, A LIVELLO DI ORGANIZZAZIONE E PREPARAZIONE POTRA’ UN GIORNO EGUAGLIARLA?
Per quanto questo sia il mio settore, una domanda del genere mi mette in difficoltà più di molte altre. Sai perché? Il futuro è difficile da prevedere, i calciatori vanno e vengono, i mister anche. Nulla nel calcio è statico, la palla è rotonda, gira senza preoccuparsi dei nostri pronostici o di dove tenda il bilancio, quindi non penso davvero si possa definire. Dipende dagli acquisti, dalle decisioni dirigenziali, dalla compattezza che una squadra può o non può acquisire, ed è proprio da queste qualità che si crea ogni società anno per anno. Spero si capisca quello che voglio dire, nel senso, sarebbe scontato dire che vedo bene il Napoli, l’Inter o quelle a seguito. Ma non so che modifiche verranno attuate in futuro, può anche darsi che i ‘’pezzi da 90’’ vengano ceduti e venga perso il valore di quelle squadre che oggi consideriamo ‘’favorite’’. Tutto sta nelle decisioni che una società prende ad inizio anno e che noi, purtroppo, non possiamo prevedere.

6 – COSA DEVE AVERE UN UOMO PER ESSERE NOTATO DA TE?
Esteticamente? Nulla. Non credo nell’estetica ‘’dell’uomo ideale’’ perché tanto stai pur certo che l’uomo che sposerò sarà proprio quello che in tutto e per tutto sarà fuori dai miei canoni prestabiliti(ride ndr). Ti dico… per essere notati da me sono fondamentali i modi di fare. Approccio, sguardi, parole, messaggi. Noto tutto. Per me conta l’uomo che progetta il suo futuro con certezza mi considera nei suo piani. L’uomo che non calpesta il mio cammino, ma cammina accanto a me. Son una che guarda costantemente alle piccole cose, ai particolari che probabilmente mai nessuno noterebbe. Quindi, riassumendo, in un mondo in gran parte superficiale son parecchio difficile ahahahah

7 – DOVE TI VEDI FRA 10 ANNI?
Mi vedo realizzata. Con in mano tutto quello che ho sempre sognato, con la gioia nel cuore di aver reso fiero tutti coloro, e son tanti, che hanno sempre creduto in me. Magari avrò un programma sportivo tutto mio, magari una multinazionale in mano (ride ndr),o magari entrambe le cose! Ma se mi vedo tra 10 anni, voglio esser convinta di vedermi felice. (Ed anche con dei bambini, non so quanti, ma so per certo che ci saranno)

Ringrazio Elisa per la sua simpatia, per la sua cordialità e per aver risposto alle mie domande in modo molto completo. Ti auguro che possa esaudire tutti i tuoi sogni. Se volete seguirla, la trovate su Instagram. Alla prossima con un nuovo articolo. 😉 Ciao Elisa

INTERVISTA A GIO’ D’ANGI, CANTANTE

L’intervista di oggi mi fa sentire un pò il profumo di casa, vi presento l’intervista di una mia quasi compaesana, parliamo di Giò D’Angi, cantante e attrice di musical che ha iniziato tutto con Sanremo Giovani nel 2005. Premetto che è stato un piacere ed un onore poter avere una sua intervista nel mio blog, ma iniziamo:

1 – CHI E’ GIO D’ANGI?
Giovanna è una giovane donna, con l’animo da eterna ragazzina. Una sognatrice, con la testa tra le nuvole e i piedi ben saldati a terra.

2 – COM’E’ NATA LA PASSIONE PER IL CANTO?
Senza dubbio a 3 anni, quando mi hanno messa per la prima volta su un palco, ho capito che quello era il posto dove volevo stare. Da allora non ho mai smesso di seguire i miei sogni. Tantissime le esperienze che mi hanno insegnato tanto e mi ritrovo ancora qui, con tanti sogni realizzati e tanti altri da realizzare.

3 – E’ INIZIATO TUTTO CON SANREMO, COSA RICORDI DI QUELL’ESPERIENZA?Sanremo è sicuramente l’avventura più bella, dura, difficile e indimenticabile della mia vita. Ricordo la frenesia di quei giorni, le esibizioni su quel palco, le infinite emozioni e le belle persone che hanno incrociato il mio cammino. Da li son partite una serie di esperienze stupende, dalle tournée con le orchestre sinfoniche, per arrivare al musical che mi permette ancora dopo 11 anni, di salire sui palchi dei teatri più belli di’Italia.

4 – QUAL’E’ LA CANZONE CHE SENTI PIU’ TUA?
Non c’è una canzone in particolare, ogni canzone mi appartiene, perché le canzoni raccontano delle storie, ogni parola diventa una parte di te. Se scegli di ascoltare o cantare una canzone è perché ti rispecchi in essa.

5 – E’ APPENA USCITO IL TUO DISCO, CI RACCONTI QUALCOSA?
“Senza paracadute” è frutto dell’incontro con l’autore e produttore artistico Raffaele Andrea Viscuso che già conoscevo perché scrisse il brano che mi permise di entrare a Sanremo Giovani. Abbiamo iniziato a lavorare ai primi due brani, non appena realizzati, Raffaele li ha fatti ascoltare a diversi editori discografici con i quali lavora. Abbiamo avuto ottimi riscontri, così abbiamo valutato le diverse proposte, per poi scegliere la Senza Dubbi s.a.s. che ha anche lavorato con Benji e Fede. Le canzoni dell’album sono state scritte tutte da Raffaele, alcune in collaborazione con altri autori che hanno firmato per artisti come Gazzè, Gianni Morandi, Mina & Celentano. In uno dei brani ha suonato Marisa Mercadè, collaboratrice dei mitici Gotan Project.

6 – QUANTO E’ FATICOSO LAVORARE NEI MUSICAL?
Molto! tanto impegno e disciplina. Lo studio alla base di tutto. Sicuramente non ci si può improvvisare, perché quando devi cantare, ballare e recitare, non puoi non avere una buona preparazione, sopratutto fisica. Tecnicamente devi essere pronto ad affrontare almeno 7/8 spettacoli a settimana e non è una cosa facilissima, sia per la voce che per il fisico. Allenamenti giornalieri e adrenalina sempre al massimo… è faticoso eh!!!

7 – COSA SI PROVA AD ESSERE UNA DONNA SICILIANA CHE LAVORA IN QUESTO CAMPO?
Poter rappresentare la terra che tanto amo, è per me motivo di grande orgoglio. Porto la Sicilia nel cuore e la forza dell’Etna nell’anima. Una donna che cerca una forma di riscatto per la regione più bella d’Italia che purtroppo ancora nel 2019 è considerata una “Regione del Sud” nel senso più dispregiativo del termine.

8 – DOVE TI VEDI FRA 10 ANNI?
Mi vedo sul palco, con la stessa energia, amore e passione di sempre. A lottare ancora per i miei sogni.

Volevo ancora ringraziare Giò per il tempo che mi ha dedicato. Se volete seguirla, vi consiglio la sua pagina Instagram dove potrete vedere tutte le sue stories sempre divertentissime.

INTERVISTA A LORETO M. CRISCI, SCRITTORE

Gli artisti sono cosi difficili da coinvolgere, che anche quando chiedi un intervista te la fanno sudare. Ed è stato cosi con Loreto, una vera sudata, ma c’è l’abbiamo fatta. Loreto M Crisci è uno scrittore. Riesce a coinvolgere tantissime persone in ciò che scrive ed non è da tutti. Diventato ormai un “sex simbol” su Instagram, ho avuto il piacere di fargli qualche domanda e questo è il risultato di tutto:

1 – CHI E’ LORETO M CRISCI?
Un disadattato, uno fuori posto

2 – DOPO AVER LETTO LA TUA BIOGRAFIA, MI SON DETTO “CAZZO, NE HA PASSATE DAVVERO TANTE”. QUAL’E’ L’EPISODIO CHE PIU’ TI HA SEGNATO NELLA VITA?
Senza dubbio il divorzio dei miei, da figlio è difficile da vivere, condiziona l’uomo che sarai.

3 – L’ISPIRAZIONE PER SCRIVERE LIBRI, DA DOVE VIENE?
La mia vita. Tutto ciò che si legge nei miei libri è vero, non invento nulla o quasi, delle volte addolcisco dei momenti, delle volte li indurisco, ma è tutto realmente successo.
 
4 – CHE CONSIGLI DARESTI A CHI, PUR AMANDO SCRIVERE, NON SA COME RELAZIONARSI COL PUBBLICO?
Siate sinceri.

5 – SEI D’ACCORDO CON LO STEREOTIPO COMUNE CHE GLI UOMINI DEL SUD SIANO PIU’ PASSIONALI?
Solo un luogo comune. Flaubert ne “Il dizionario dei luoghi comuni” scrive che le brune sono più calde delle bionde, eppure le ragazze più passionali che abbia mai avuto sono tutte bionde. La stessa “regola” penso si possa applicare agli uomini del sud, ce ne sono di passionali e di meno passionali.

6 – DOVE TI VEDI FRA 10 ANNI?
In un posto felice.

7 – ULTIMA DOMANDA: I TUOI PROSSIMI PROGETTI?
Sto scrivendo una graphic novel, un progetto del tutto nuovo per me.


Ed anche questa intervista è conclusa, vorrei ricordarvi che per seguire Loreto, potete seguirlo sul suo profilo Instagram o sul suo blog: linfame.com
Ci sentiamo alla prossima intervista. Peace and Love xD

INTERVISTA AD ELISA POLINI, TRAVEL BLOGGER

Quando vedete quelle foto super fighe di paesaggi, sappiate che nel 90% dei casi, si tratta di un “Travel Blogger”. Sono viaggiatori che hanno la voglia di condividere via social, i loro viaggi. L’intervista che vi proporrò oggi, ha come protagonista Elisa Polini. Travel Blogger italiana con un sito internet e una pagina Instagram che vi farà venire voglia di prendere il primo biglietto aereo per una delle località proposte.

1 – CHI E’ ELISA POLINI?
Elisa è una viaggiatrice amante della fotografia e di tutto ciò che si trova al di sopra del Circolo Polare Artico o al di sotto del Circolo Polare Antartico.
Ama il freddo, la neve e il ghiaccio e sta bene quando le temperature sono di tanti gradi sotto lo 0. Ama l’Artico in maniera smisurata e ha trasformato questi splendidi posti fatati nella sua seconda casa. Viaggia da diversi anni lassù, entrandoci sempre in punta di piedi e imparando a conoscerlo piano piano.
Ha avuto modo di entrare a stretto contatto con diverse realtà, immergersi nella cultura delle popolazioni locali e provare i diversi stili di vita condotti dalle persone che vivono in queste terre così estreme e inospitali.

2 – COM’E’ NATA L’IDEA DI DIVENTARE TRAVEL BLOGGER?
Un viaggio infinite emozioni è nato un po’ per gioco a seguito di tante richieste ricevute da tanti amici e da persone conosciute in diversi gruppi di viaggio su Facebook.
Piano piano il blog è cresciuto, ho iniziato a prendermene cura seriamente trasformandolo in un punto di riferimento, a detta dei miei lettori, per chi desidera organizzare un viaggio nell’Artico e nel resto del Mondo. Lapponia, Groenlandia, Islanda, Svalbard e Faroe sono solo alcuni degli argomenti che tratto sul blog.
Recentemente ho ideato il progetto ‘Artico: un Mondo da proteggere oltre il Circolo Polare Artico’ in cui parlo, appunto, dell’Artico e dei danni che il riscaldamento globale sta causando a fauna e popolazioni indigene. Lo scopo del nostro progetto è quello di promuovere un turismo responsabile e sostenibile, che conosca e rispetti il fragile ecosistema Artico prima di metterci piede. Il progetto è in fase di sviluppo e presto verrà aggiornato con tante altre informazioni.

3 – PERCHE’ LA GENTE DOVREBBE RIVOLGERSI A UN TRAVEL BLOGGER?
Parlo per la mia esperienza e per quello che mi dicono i miei lettori. La gente che mi segue da tempo sa che prima di tutto sono una viaggiatrice da diversi anni, ho molti viaggi alle spalle e il blog è nato solamente in seguito. Sa che sono molto preparata sulle destinazioni che tratto, sa che viaggio da diversi anni lassù e si fida dei miei consigli, delle mie esperienze, prende spunto o addirittura segue completamente gli itinerari che propongo e quando torna a casa spesso mi scrive dicendomi che i miei consigli sono stati utilissimi. 
Un blog di viaggi scritto bene e con consigli derivanti da esperienze personali può essere d’aiuto e ispirazione a chi, quella meta, la sogna da tempo ma non è in grado di organizzarsi l’intero viaggio da solo, soprattutto se le mete desiderate sono mete remote e inospitali.

4 – CHE FASCIA DI ETÀ PARTECIPA MAGGIORMENTE AI TUOI VIAGGI?
I nostri viaggi sono aperti a tutti, dai ragazzi ai ragazzi cresciuti, e sono adatti a tutti, anche alle famiglie!
Quando ideiamo un viaggio più particolare e complesso o per il quale viene richiesta esperienza pregressa lo sottolineiamo nel programma.

5 – IL VIAGGIO CHE PIU’ TI HA EMOZIONATO?
Il mio primo amore Artico è stata la Lapponia, una terra che mi ha rubato il cuore fin dal primo istante in cui vi ho messo piede. Era un viaggio che sognavo di fare sin da quanto ero una bambina e quando l’ho realizzato mi sono sentita al settimo cielo.
Un altro viaggio che mi ha emozionato è stata la mia spedizione invernale in Groenlandia. Trovarmi di fronte alla maestosità degli iceberg che popolano la Baia di Disko è qualcosa di inspiegabile a parole.
Di recente invece ho lasciato il cuore alle Svalbard che ho visitato per la prima volta a Marzo dello scorso anno e delle quali mi sono innamorata talmente tanto da tornarci dopo 3 mesi, a Giugno. In più quassù ho realizzato il mio grande sogno: vedere i trichechi, i beluga e gli orsi polari! Le Svalbard vanno oltre qualsiasi immaginario comune, sono davvero un posto ai confini del Mondo.

6 – PENSI CHE L’ESSERE DONNA INFLUENZI L’OPINIONE PUBBLICA DI UNA TRAVEL BLOGGER?
No, non credo. Conosco tante donne che sono delle ottime travel blogger, così come conosco diversi uomini che sono dei bravi travel blogger. Il segreto sa nel saper intrattenere ed emozionare i propri lettori e, fortunatamente, questo non ha differenza di sesso.

7 – DOVE TI VEDI FRA 10 ANNI?
Tra 10 anni sarò ancora in giro per il mio amato Artico insieme alla mia inseparabile reflex alla ricerca dell’Aurora Boreale e di foche, trichechi e orsi polari.

L’intervista finisce qui ed io non posso che ringraziare Elisa per la sua partecipazione. Non vediamo l’ora di vedere il prossimo viaggio. Se avete voglia di seguirla andate sul sito internet https://www.unviaggioinfiniteemozioni.it oppure cercate la sulla sua pagina Facebook o Instagram. Peace and Travel.

Aurora Boreale a Inari

INTERVISTA A ROBERTA CAPONIGRO, YOUTUBER

Mai come in questi tempi la televisione è andata più in crisi, avendo la possibilità di connetterci su internet ovunque siamo, uno delle nostri fonti di passatempo è sicuramente YouTube. Oggi la protagonista della nostra intervista è Roberta Caponigro. Youtuber di successo, diventata famosa grazie a sketch comici e video sul make up.

BC – CHI E’ ROBERTA CAPONIGRO?
RC – Ciao a tutti, è così che inizio sempre i miei video, mi piace l’idea di parlare a più gente possibile senza alcuna distinzione, ma torniamo a noi, mi chiamo Roberta e ho 22 anni, vivo a Torino e fin qui una presentazione abbastanza banale, ho studiato per 3 anni in una scuola d’estetica, sono un’estetista, ma finiti gli studi un giorno decisi di prendere il mio cellulare e di girare un video divertente, dove facevo il playback di alcune scenette prese da film, cartoni o canzoni per caricarlo poi su facebook, ironia della sorte ho lasciato la privacy ”a tutti” e quindi non è stato visualizzato solo dai miei amici, ma anche da altre 70.000 mila persone. Da quel momento ho creato una mia pagina personale dove potevo caricare tutto ciò che mi passava per la testa, da lì ho intrapreso questo percorso dell’intrattenimento che mi ha permesso anche di collaborare tutt’ora con un canale TV locale in Piemonte.

BC – COSA TI HA SPINTO A DIVENTARE UNA YOUTUBER?
RC – E’ nato tutto per gioco, ho sempre voluto condividere le mie idee ed i miei momenti di svago, mi piace il rapporto che ho costruito con il mio pubblico perchè è sincero e senza filtri, come se fossimo amici, ci si consiglia, supporta ed io li ascolto tanto come loro ascoltano me. La sorpresa più grande è stata questa, avere un feedback molto trasparente e spontaneo da parte delle persone.

BC – IL/LA TUO/A ARTISTA PREFERITO/A? E PERCHE’?
RC – La mia artista preferita è Alessandra Amoroso, la seguo dal 2009, da quando entrò nella scuola di Amici, vinse ed iniziò la sua bellissima carriera, il mio primo concerto è stato il suo. Mi piace ed emoziona perchè amo le sue canzoni, i suoi testi ma specialmente la grinta e la sensibilità con cui canta ogni singola parola, poi come donna la vedo molto vicina a me, mi ci rivedo tanto perchè spesso le sue emozioni belle o brutte che siano le esterna sempre, è molto legata alla famiglia, agli affetti quelli veri, non ha mai perso di vista le cose importanti.

BC – DOVE NASCE LA PASSIONE PER IL TRUCCO?
RC – La mia passione per il make-up inizia da quando ho frequentato la scuola di estetica, avevamo l’opportunità di studiare la teoria e poi applicarla tra noi compagne in laboratorio, da lì ho iniziato anche ad avvicinarmi al mondo di Youtube e con i tutorial e consigli di altre ragazze amanti del settore ho imparato sempre di più, per me è come una routine quotidiana che faccio non per piacere agli altri, ma proprio perchè amo dedicare del tempo a me stessa e sperimentare sempre look nuovi, colori, prodotti.

BC – DA PICCOLA COSA VOLEVI FARE?
RC – Da piccola ho sempre voluto fare la cantante, perchè sono sempre stata appassionata di musica, fin da piccola i miei genitori mi mettevano una radiolina mentre andavamo in giro per la città ed io non stavo mai ferma, ci sono cresciuta, ho frequentato una scuola di canto partecipando a gare e festival, mi piaceva quell’atmosfera da palco e dietro le quinte, mi ha sempre affascinato, anche il teatro, le commedie, i musical.

BC – COSA NE PENSI DEI SOCIAL NETWORK? CHE IMPATTO PENSI ABBIANO SULLA GENTE?
RC – I social network sono molto utili se si sanno usare, se si mandano dei messaggi positivi alle persone, se si condividono dei contenuti intelligenti in grado di far riflettere o divertire le persone, se sono usati nel modo sbagliato, cioè per sfogare rabbia, frustrazione, giornate infelici meglio non averli, non è una questione di età ma di mentalità. A me personalmente sono capitati casi di persone che non capiscono che il mondo social è un mondo a se, non è la vita vera, puoi far credere qualsiasi cosa tu voglia, ma non rispecchierà mai ciò che veramente tu sei, un po’ nel mio caso che nei video sono sclerata, pazza, gelosa e ho sempre qualcosa da dire su tutto e tutti quando nella realtà sono la persona più paziente al mondo, sul web si crea, puoi giocarci, quello è anche il bello, trovare sempre idee nuove e sperimentare.

BC – DOVE TI VEDI FRA 10 ANNI?
RC – Tra 10 anni mi vedo felice, con una famiglia tutta mia, con dei bimbi, in una casa con tanta serenità e musica, i pranzi in famiglia, quei momenti semplici che ti regalano tanto.
In tutto ciò sicuramente il lato video lo porterò con me, magari condividendo dei bei momenti che faranno parte della mia vita, per avere dei ricordi in più da rivedere tutti insieme. Mi sono accorta che da quando creo dei contenuti, certi momenti che col tempo sfuggono rimangono catturati in alcuni minuti e riviverli è sempre bello, come se fosse una fotografia però con un’anima. Essendo appassionata di video e fotografia
cogliere l’attimo ed immortalarlo è diventato parte di me, perchè poi è come fare un viaggio nel tempo.

Volevo ringraziare tantissimo Roberta per la sua disponibilità e per la sua gentilezza. Una piccola chicca che devo raccontare obbligatoriamente: mi ha “bacchettato” perchè ero convinto che “YouTuber” si scrivesse “YouTubber”. Scuuusa!!! Se anche a voi è piaciuta l’intervista, andatela a seguire sui social network, Facebook e Instagram.
Grazie a tutti ed alla prossima intervista.

RECENSIONE “LORO CI SALVERANNO” DI CHIARA BORGHI

SINOSSI
Dagli anni Settanta gran parte dell’umanità è in fibrillazione per la sopravvivenza del nostro pianeta a causa dell’inquinamento inarrestabile del nostro habitat. La salvezza tuttavia non arriverà dai movimenti ambientalisti, i Bastardi Verdi, assetati di potere, ma da una specie aliena umanoide super evoluta: i FuelSuper Rosso. Siamo nel 2020 e i Fuel stanno per entrare nell’atmosfera terrestre aiutati da un manipolo ristretto di persone illuminate, capeggiate da Tomaso, benzinaio depresso con qualche guaio con la giustizia, e Nicola, un ex attivista politico, interessato unicamente al consumo di hashish e alle partite della“Magica”. I due uniscono le forze per organizzare un evento che riveli al mondo la portata rivoluzionaria di questa scoperta. Si mobilitano milioni di persone, pronte ad accogliere i Fuel Super Rosso, perché in fondo tutti vogliono credere

RECENSIONE
Finalmente un romanzo di fantascienza ambientato in Italia, precisamente a Roma Sud, con personaggi che potrebbero essere ognuno di voi, da un benzinaio in rovina, ad una coppia di anziani senza figli,  un mix di realtà e fantascienza, pieno di dettagli e pieno di misteri. Chi siamo noi? Siamo sicuri che la fine del libro non possa diventare reale? Vedremo. Una lettura leggera che appassiona e che da un anticipo di quello che potrebbe accadere nel 2020, l’impressione che si ha è quella di leggere un quotidiano del futuro. Dobbiamo davvero aspettarci l’arrivo degli alieni? Chiediamolo direttamente all’autrice del libro, Chiara Borghi.

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L’INTERVISTA A CHIARA BORGHI 
BC – Come è nata l’idea di scrivere un libro sugli alieni?
CB – L’idea del libro parte da una domanda: «Cosa siamo disposti a fare per essere salvati?» che ne ha chiamata di conseguenza un’altra «perchè noi umani abbiamo da sempre il bisogno di essere salvati? E da cosa?» Gli alieni sono una conseguenza e un espediente. In fondo buona fetta dell’umanità ha fede il un essere sovrumano che
onnipotente che verrà a salvarci alla fine dei tempi.Nessuno osa dire che è letteratura di fantascienza in quel caso.

BC – Gli amanti del genere, sono sicuro che ameranno questo romanzo, cosa vuole dire a chi sta iniziando a leggerlo? cosa devono aspettarsi?
CB – A chi inizia a leggerlo voglio dire di non aspettarsi un romanzo di fantascienza ma una bella storia di amicizia, amore e riscatto. Il libro è anche un grande omaggio a Roma che mi ha accolta in un periodo molto difficile della mia vita e mi ha salvato.

BC – Lei crede davvero all’idea che un giorno saremo salvati da “loro”?
CB – A questa domanda si può rispondere solo leggendo fino in fondo il romanzo. Il mio pensiero conta fino ad un certo punto e nel racconto non ci sono direttive morali, cerco sempre di sospendere il giudizio quando scrivo e di limitarmi a raccontare una storia.

BC – Ci parli un pò di lei, chi è Chiara Borghi?
CB – Chiara Borghi è una ragazza di 37 anni, mamma di due bambini, moglie indie, un po’ più complicata della media che cerca di divertirsi giorno per giorno e costruire al meglio il suo sogno: essere una scrittrice. Da un po’ di anni mi guadagno da vivere gestendo una web-radio e curando la comunicazione di un’associazione culturale.

BC – Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo romanzo?
CB – Il prossimo romanzo parla di un pasticcere troskista…non lo so, sto scherzando. Finché non consegno all’editore resta tutto chiuso nella mia testa.

Volevo ringraziare Chiara per la sua enorme disponibilità e le auguro tutti i successi che merita. Peace and Read The Books!

COME CERCARE LAVORO NEI RISTORANTI ALL’ESTERO

Premetto che cercare lavoro all’estero di questi tempi non è per niente facile, molti sono gli italiani che emigrano nei paese esteri in cerca di fortuna.  Inizio col dirvi che personalmente, vi consiglio di non mettervi nelle mani di pseudo agenzie per vari motivi:

  • La maggior parte delle volte vi chiedono denaro in cambio di lavoro, cosa assolutamente ILLEGALE e IMMORALE.  
  • Quando non vi chiedono denaro in cambio, lo chiedono ai locali dove nessuno vuole andare, semplicemente perchè il proprietario del ristorante non è esattamente un gentleman.
  • Non hanno sicuramente idea di cosa voi siate in grado di fare e non gliene può fregare nulla.

Adesso che abbiamo chiuso la questione “false”  agenzie di lavoro. Inizio col dirvi, che se avete intenzioni di lavorare all’estero, la sincerità è sicuramente la via migliore per iniziare tutto. Mi spiego meglio, se un locale cerca un cuoco, ma voi fino ad allora, avete cucinato pasta per voi, per i vostri genitori o per i vostri amici, non candidatevi neanche per sogno. L’idea della cucina italiana all’estero, che riescono a farla anche i bambini, non è cosi vera. Se non sapete fare assolutamente nulla in cucina, iniziate col fare il lavapiatti  per poi crescere professionalmente ed aumentare di “grado”. Quando vi dicono di fare il lavapiatti, la maggior parte delle volte si parla anche di preparazione insalate e antipasti. Mentre se siete pizzaioli o cuochi, avrete sicuramente strade più aperte, ma i problemi non mancheranno. Ogni locale ha i propri piatti e i propri modi di fare, se voi volete imporre il vostro modo di lavorare iniziate male. Dovete parlare col gestore del locale e lavorare insieme, credere in voi stessi ma sopratutto credere nel ristorante. Per i camerieri è scontato dire che bisogna sapere la lingua del posto in cui avete intenzione di lavorare.

Parliamo adesso di come cercare lavoro all’estero. Sicuramente è stato semplificato grazie a internet e ai social network, ma dovete stare molto attenti alle truffe, che non mancano mai. Vi elencherò vari metodi che potrete utilizzare:

  • INTERNET: Sono molti i locali che tramite i siti di annunci, pubblicano offerte di lavoro. Potete provare su Subito, Backeka, ecc.
  • GRUPPI FACEBOOK: Su vari gruppi Facebook, ci sono moltissimi che cercano personale nei ristoranti. Se sapete anche dove volete lavorare, sarà più semplice cercando gruppi tipo “Italiani a ……. ” dove molti nostri connazionali si ritrovano per consigli o semplicemente per fare amicizia.
  • TELEFONO: Il buon vecchio metodo, chiamando nei vari locali italiani che ci sono presenti nel mondo, chiedete del proprietario e parlate direttamente con loro. Se vi rispondono in lingua straniera, andate su Google Translate e ripetete la traduzione di ciò che volete dire. Mettete da parte la timidezza e buttatevi, più di un NO non potete ricevere.

Una volta avuti i primi contatti, vi consiglio, di farvi trovare sicuri di ciò che sapete fare, e per esperienza personale chiedete cosa offrono.  Non abbiate paura dei rifiuti, un NO non ha mai ucciso nessuno, semplicemente non era ciò che cercavate o non eravate ciò che cercavano. 

Se riuscite ad avere il lavoro, ma purtroppo il vostro principale non è ciò che vi aspettavate, iniziate da subito a cercare un altro lavoro. Sono molti i titolari che si fanno forti delle vostre debolezze, perchè sicuri della loro posizione, ma all’estero funziona tutto diversamente, se ci sono problemi burocratici o maltrattamenti recatevi sin da subito dalla polizia locale e denunciate tutto. Meno truffatori in giro, più lavoro sicuro.

Spero di avervi in qualche modo aiutato, se avete dubbi o perplessità contattatemi nella mia pagina Facebook BornCrazy cercherò in qualche modo di rispondere a tutti. Non posso trovarvi il lavoro, ma posso spiegarvi meglio come si può fare.

LAVORARE ALL’ESTERO: ATTENZIONE! PER QUALCUNO SIETE DEGLI SFATICATI

Dopo tanti anni di lavoro all’estero, non mi era capitato di trovare gente con una mentalità cosi stupida e antica come questo individuo, che per ragioni di privacy chiameremo Signor Z. Questo personaggio, ha postato un discorso abbastanza negativo sugli italiani che vanno a lavorare all’estero, forse sugli italiani in generale, spiegando perchè per lui siamo tutti degli SFATICATI. Di seguito gli screenshot di quello che ha scritto: (leggere in base alla numerazione)

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Chi mi conosce sa che di solito non cado in provocazioni di questo genere, ma questa volta mi sono sentito chiamato in causa. Ho lavorato per anni all’estero e posso dire davvero di aver conosciuto sia persone buone e sia persone cattive. Chi non è mai entrato in questo “mondo” non può neanche immaginare di cosa vediamo e sentiamo giornalmente. Il mio carattere mi ha permesso però, di rimanere solo in posti, dove il rispetto per il lavoro e per le persone veniva messo prima di ogni cosa, mentre dove tutto questo non c’era, ho sempre avuto un comportamento da professionista, spiegando che loro non erano ciò che cercavo. Ritornando al signor Z, che è anche moderatore di questo gruppo, posso solo dire di aver visto con i miei occhi, che si prende il lusso di dare dello SFATICATO a chi chiede qualche informazione su lavori che propongo in questo gruppo. Perchè secondo il suo modesto parere lo SFATICATO è:

  • Chi non accetta di lavorare 14 ore al giorno
  • Chi vuole avere un alloggio che sia degno di essere chiamato cosi e non di vivere in un all’alloggio dove le stalle in confronto sono stanze di albergo 5 stelle
  • Chi rifiuta un lavoro che non lo soddisfa sia a livello economico che a livello personale
  • Chi chiede di sapere prima di fare più di 1000km di quanto sia lo stipendio
  • Chi chiede di essere trattato come una persona e no come un animale
  • Chi risponde agli insulti dei titolari
  • E tante altre cose.

Vorrei spiegare al signor Z, che quelli che lui chiama SFATICATI, io li chiamo SFRUTTATI, da quella categoria di titolari italiani andati all’estero , che dopo aver aperto un locale, sicuramente dopo tantissimi sacrifici, si dimenticano di essere stati anche loro dipendenti. Permettetemi di dire che voglio essere chiamato PROFESSIONISTA se do il giusto rispetto al lavoro che faccio. Il tempo, l’educazione e l’impegno che do per il chi lavoro deve essere messo in primis su tutto. Io mi ritengo una di quelle persone che può ritenersi fortunate di aver avuto esperienze all’estero abbastanza positive, a differenza di molti che non hanno avuto altro che delusioni e maltrattamenti. Cari italiani che volete lavorare all’estero, sappiate che non tutti sono come il Signor Z, c’è molta gente che vi aiuterà e vi farà sentire importanti, perchè non dimentichiamo che se un locale va avanti è anche grazie a noi poveri SFATICATI.

Vi posso assicurare che la discussione non finisce qui, e questo è solo il primo articolo di tanti altri. Per la cronaca, il post scritto è stato eliminato dopo esser stato criticato apertamente dal sottoscritto, perciò non capisco l’ultimo punto della sua lista dell’essere uno SFATICATO, dove dice: “sono proprio questi ITALIANI che nemmeno hanno il coraggio di rispondere a queste accuse per non voler dimostrare di essere degli sfaticati”. Il Signor Z non mi ha mai risposto, perchè è il solito “leone da tastiera”, quello che tira la pietra e poi nasconde la mano.

ps. il Signor Z fa anche video dove da tanti consigli ai titolari di locali, peccato che in base al suo canale YouTube nessuno gli dia tanto conto, menomale direi 😉

PENICHE, Il Paradiso che non ti aspetti

Vi è mai capito di sentire famigliare un posto senza averci mai messo piede prima?

Ecco, a me è successo proprio questo a Peniche. Questa piccola città portoghese che si affaccia sull’Atlantico mi ha fatto sentire a casa. Simile ai classici paesi tradizionali del Sud Italia, mi ha trasmesso subito sensazioni positive. 



Sentire l’aria fresca di quel posto, l’aria di mare, che ti fa stare bene, ha risvegliato qualcosa di bello in me, qualcosa di meraviglioso. Peniche mi ha fatto capire che il mondo deve essere scoperto più che puoi e non si può rimanere seduti in un ufficio senza provare a visitarlo. Camminare a piedi, sugli scogli, sulla strada, sulla spiaggia, scoprendo questo paradiso mi ha fatto sentire vivo. 

La mia convinzione prima di prenotare il viaggio era di vedere il Portogallo come un paese in piena crisi, convinzione smentita categoricamente poco tempo dopo. Pieno di turisti, si fa forte di una crescita che si tocca con mano. I locali hanno avuto l’intelligenza di non esibire prezzi troppo alti, permettendo davvero a tutti di andare a mangiare fuori, senza aver paura del conto. 
Senza dimenticare che Peniche è una delle tappe più importanti del World Surf League e vedere un campione, come Medina, sfidare quelle onde è stata un’esperienza stupenda.

Che dire? Tra cibo, paesaggi, onde gigantesche, spiagge stupende e tutto quanto, il Portogallo, in particolare Peniche, mi resterà nella mente per un bel pò, con la promessa di un ritorno per conoscere nuovi posti e nuove avventure.

Consiglio il Portogallo a chi ama avventurarsi nella natura, scoprendo un posto meraviglioso, con spiagge da sogno, e a chi vuole viaggiare senza spendere una fortuna.