PENICHE, Il Paradiso che non ti aspetti

Vi è mai capito di sentire famigliare un posto senza averci mai messo piede prima?

Ecco, a me è successo proprio questo a Peniche. Questa piccola città portoghese che si affaccia sull’Atlantico mi ha fatto sentire a casa. Simile ai classici paesi tradizionali del Sud Italia, mi ha trasmesso subito sensazioni positive. 



Sentire l’aria fresca di quel posto, l’aria di mare, che ti fa stare bene, ha risvegliato qualcosa di bello in me, qualcosa di meraviglioso. Peniche mi ha fatto capire che il mondo deve essere scoperto più che puoi e non si può rimanere seduti in un ufficio senza provare a visitarlo. Camminare a piedi, sugli scogli, sulla strada, sulla spiaggia, scoprendo questo paradiso mi ha fatto sentire vivo. 

La mia convinzione prima di prenotare il viaggio era di vedere il Portogallo come un paese in piena crisi, convinzione smentita categoricamente poco tempo dopo. Pieno di turisti, si fa forte di una crescita che si tocca con mano. I locali hanno avuto l’intelligenza di non esibire prezzi troppo alti, permettendo davvero a tutti di andare a mangiare fuori, senza aver paura del conto. 
Senza dimenticare che Peniche è una delle tappe più importanti del World Surf League e vedere un campione, come Medina, sfidare quelle onde è stata un’esperienza stupenda.

Che dire? Tra cibo, paesaggi, onde gigantesche, spiagge stupende e tutto quanto, il Portogallo, in particolare Peniche, mi resterà nella mente per un bel pò, con la promessa di un ritorno per conoscere nuovi posti e nuove avventure.

Consiglio il Portogallo a chi ama avventurarsi nella natura, scoprendo un posto meraviglioso, con spiagge da sogno, e a chi vuole viaggiare senza spendere una fortuna.

10 DOMANDE A EROS MERLIN, SCRITTORE “PICCANTE”

Il sesso è un argomento che porta sempre un certa curiosità. Non tutti riescono a parlarne, come se ci fosse chissà quale blocco nel discutere di una delle cose più normali e naturali del mondo. Ne ho parlato con uno scrittore di racconti erotici, Eros Merlin (nome d’arte) della Bluestars.

1. Quando ha deciso di iniziare a scrivere racconti erotici? E perchè?

Fin da piccolo ho sempre amato il cinema e la letteratura. Entrambi hanno il potere di raccontarci. Nei film e nei libri (soprattutto quelli belli) ritroviamo i nostri sentimenti, i nostri desideri, le nostre forze, le nostre debolezze, le nostre paure e soprattutto i nostri sogni. E questo vale anche per i film, i racconti, romanzi o fumetti di matrice erotica o pornografica. Amo ogni genere, e come autore gli ho affrontati un po’ tutti. Ho trentasette anni, e una ventina di pubblicazioni tra romanzi e antologie, raccolte di poesie, gialli, fantasy e qualche horror. Mi mancava appunto il genere erotico e l’occasione di sperimentare anche esso, mi è saltata fuori all’improvviso due anni fa. Ero seduto in un locale con un mio amico da anni nell’editoria, un altro autore, e un giovane imprenditore smanioso di aprire una casa editrice di genere erotico. Parlando a lungo sul progetto, è nata l’idea di lanciare una collana diretta al mercato digitale, che offrisse ad un pubblico solo adulto conturbanti storie erotiche spinte, trasgressive, ma raccontate con classe. Le pubblicazioni della BLUESTARS sono incominciate nel gennaio 2015, e, subito abbiamo avuto una buona risposta di pubblico. La cosa è andata avanti per un’annetto o poco più, doveva diventare qualcosa di più serio, poi, il mio socio imprenditore si è tirato indietro, per un po’ di tempo il sipario si è abbassato. Poi, lo scorso dicembre, ho deciso che avrei ripreso in mano il progetto da me. Perché scrivo di sesso, di erotismo e trasgressione? E perché non dovrei farlo. Sesso, erotismo e trasgressione fanno parte del genere umano, proprio come i sentimenti, i sogni e le paure. Se uno scrittore erotico dev’essere bollato come un pervertito, beh allora un autore di thriller è un probabile serial killer?

2. I racconti che scrive sono frutto della sua fantasia o sono “tratti da una storia vera”?

Non per vantarmi, avrei pure anche più di qualche piccante avventura personale da raccontare : ) Ma visto che voglio dare ai miei lettori storie davvero forti, al limite della trasgressione, devo ricorrere alle mie fantasie più hot. Ciò che mi sforzo di fare di volta in volta, è di creare storie che abbiano sì una forte carica erotica, che facciano esplorare i nostri desideri e le nostre fantasie più peccaminose, ma che allo stesso tempo siano incastonate in una dimensione reale. Voglio che i miei lettori, abbiano la possibilità di immedesimarsi appieno in ciò che racconto, fino a credere che avventure del genere possano accadere pure a loro. Lo voglio, lo desidero con tutto me stesso perché so che è questo che fa eccitare i miei lettori. Le mie parole devono dar vita a lenti, profondi, sospiri … non sbadigli.

3. Cosa consiglia a chi vuole iniziare a scrivere questo tipo di racconti?

Lasciatevi andare! Sono molti i siti dove ci si può liberamente pubblicare i propri racconti erotici, senza essere dei scrittori professionisti e in totale anonimato. Farlo è un qualcosa di molto, molto eccitante. E non sentitevi assolutamente in colpa per le vostre fantasie. Se poi, con il tempo da “gioco” volete farla diventare una passione-professione, beh qui la lista di consigli da dare sarebbe un po’ lunga. La letteratura erotica non chiede meno tecnica e professionalità di altri generi. Personalmente, non escludo in futuro di dedicare uno spazio in rete o un ebook a tutti coloro che vorrebbero diventare autori di genere erotico.

4. I suoi lettori sono prevalentamente uomini o donne? E perchè?

Non ho dati alla mano. Dicono che la letteratura erotica attiri più un pubblico femminile, mentre l’hard in video un pubblico maschile. Ho però sempre più lettori che mi contattano sul mio profilo facebook, magari non dandomi la loro amicizia, giusto per tenere nascosto il loro interesse verso il mio mondo, ma smaniosi di chattare con me, di farmi sapere che le mie fantasie sono le loro fantasie. Per poi parlarmi delle loro curiosità, dei loro dubbi, o anche paure. Oltre che autore, sto quasi diventando una specie di confidente sessuale, e, se una chiacchierata in mia compagnia aiuta in qualche modo a cancellare complessi o dubbi, sono onorato e fiero di dedicare qualche mezzora o ora del mio tempo.

 

5. Secondo lei, perchè, in Italia, parlare di sesso è ancora un tabù?

Di sesso si parla. E’ che l’Italia è il paese delle contraddizioni per eccellenza, i tabù li poniamo dove non servirebbero proprio. Mettiamo in croce un’insegnante che vorrebbe fare un buon corso di educazione sessuale, che vada oltre all’ape e al fiore, e poi lasciamo i nostri figli in balia della tv, di internet e dei cattivi consigli degli amici. Bisogna parlare di sesso, ma soprattutto farlo nel modo corretto. E, nel caso dei più giovani questo compito tocca ai genitori. Care mamme e cari papà è inutile che vi nascondiate dietro ad un dito, facendo finta che voi, di certe cose non ne sapete. Siate diretti con i vostri ragazzi. Parlate con loro di prevenzione, spegnete i loro complessi, educateli al rispetto di loro stessi e degli altri e soprattutto insegnateli che nel sesso prima del corpo si usa la testa. Ma questa, sarebbe una cosa da insegnare pure a tanti adulti. Vedi, io sono per una sessualità ed un erotismo libero, ma vissuto in modo intelligente. Vuoi perdere la verginità? Okay! Ma fallo con la persona giusta e usando le giuste precauzioni. Vuoi trasgredire? Benissimo! Ma evita di farlo mettendo in rete un tuo video senza veli, o di voler vivere la tua trasgressione con qualcuno che non conosci o conosci appena.

6. Pensa che internet ha dato o ho tolto all’erotismo in generale?

La rete è un immenso calderone, dove tutti possono gettare di tutto. C’è anche del buono, ma la maggior parte è immondizia pura. Sì, abbiamo tutto il porno che vogliamo a portata di click, ma non sempre il porno è erotico. Anzi, lo è sempre di meno. Vedi, erotismo non è semplicemente sesso, carne, corpi che giocano tra di loro. Erotismo è anche sensazioni, emozioni, sensi di colpa, voglia di lasciarsi andare. Raccontare erotismo significa trasmettere ciò che succede anche nella nostra mente, nella nostra anima, nel nostro io più profondo. Per questo un’opera erotica spesso è molto più eccitante di un’opera pornografica. Guarda a caso, mentre il mondo del hard fattura sempre meno, la letteratura erotica incuriosisce e guadagna sempre di più.

7. Molte donne si sentono tradite quando scoprono che il loro uomo guarda porno o legge racconti erotici, lei cosa ne pensa?

Penso che in un certo senso abbiano ragione. Sono convinto che in un giusto rapporto di coppia nulla vada nascosto e tutto debba essere condiviso, anche la visione di un film porno. Forse per molti sto dicendo un’eresia, e, se così è, è perché ci sono ancora molti muri mentali da abbattere. Vediamo ancora un romanzo erotico, o un film porno come prodotti adatti ad un solo pubblico maschile, spesso single. Siamo ancora del parere che sessualità maschile e femminile siano differenti. Storciamo magari il naso all’idea che una coppia sposata si possa guardare un film porno o che una madre di famiglia si senta eccitata di fronte alla scena di una doppia penetrazione.

8. Le fantasie erotiche e l’amore sono compatibili tra loro?

Tutto è compatibile con l’amore. Tranne l’odio. Se poi vuoi sapere se a mio parere all’interno di un rapporto di coppia, amore, erotismo e magari anche trasgressione possano andare a braccetto, perché no?

9. Quali difficoltà incontra uno scrittore nella pubblicazione di racconti erotici?

Per i contenuti nessun problema. Ma per la parte grafica ovvero le copertine, c’è molta censura, sia da parte dei social, che delle piattaforme di vendita. E questa cosa francamente la trovo un po’ ridicola. Facebook e company, permettono la condivisione di video e immagini violente, offensive, dementi, ma guai a chi pubblica un solo capezzolo. Poi, se sei un esordiente alle primissime armi, o hai qualcuno che ti prende per mano e ti insegna qualche trucco del mestiere, oppure rischi che le tue pubblicazioni non ti rendano nulla.

10. Quali sono le critiche più strane e più assurde che le hanno fatto?

Fin’ora, forse solo per fortuna, di critiche non ne ho ricevute. Se, e quando arriveranno, se saranno costruttive ne farò tesoro, altrimenti, se saranno assurde, alla voce dell’ignoranza non vale la pena dar peso.

Finisce qui l’intervista. Volevo ringraziare Eros per la sua disponibilità e per la gentilezza nel rispondere alle mie domande. Spero che acquistiate qualche suo racconto e che lo commentiate qui sotto. Peace and Sex. XD

NEUNTE MONAT IN DEUTCHLAND!!!

Dopo 9 mesi sono ancora più convinto della scelta fatta, venire a vivere qui è stata una delle scelte più sagge fatte nella mia vita. Tante sono state le esperienze in questi mesi e le impressioni sono sempre state ottime. Inizio col raccontarvi la bellezza di entrare in una banca in Germania. Meravigliato dal fatto che ci sono delle semplici porte automatiche, stile supermercato per intenderci, entro e trovo davanti a me una ragazza non più grande di 19 anni, mi spiega come fare ad aprire il mio primo conto in terra tedesca con tutta la semplicità di questo mondo. Nessun vetro ci separava e nessuna cassetta di sicurezza prima di entrare, e quindi mi sono chiesto NON AVRO’ MICA SBAGLIATO PORTA? ed invece no, qui c’è FIDUCIA, una delle prime cose che una banca deve trasmettere al proprio cliente. Ormai che ci sono, faccio anche un pò di pubblicità: La mia banca è differente (da quelle italiane), è Sparkasse. C’è anche da dire che le banche in Germania sono davvero dappertutto, in ogni paese, piccolo o grande che sia ci sono sempre, per darvi la possibilità di poter prelevare o depositare ogni volta che volete. Chiuso capitolo banca, apro l’argomento automobile. Dopo tanti mesi a girovagare nel paese dove vivo, ho avuto quel bisogno necessario di acquistare un auto per darmi la possibilità di uscire oltre i confini e conoscere ancora di più questa nazione. Come prima macchina non voleva acquistare chissà quale supercar, ed ho optato per una Renault Twingo Cabrio. Posso solo dirvi che tra acquisto, assicurazione, targa personalizzata e tasse sono riuscito ad averla in meno di 24 ore. E’ stato uno shock, positivo ma pur sempre uno shock. Ricordo con disperazione giornate intere perse nella mia Sicilia per poter avere la macchina al più presto, pagando passaggio, assicurazione e cose varie non
riuscendo mai ad averla prima di 5 giorni, minimo. Qui? Tutto veloce, ci pensi e il giorno dopo sei già a bordo della tua auto. Ho avuto la fortuna di conoscere città stupende come Landshut e Deggendorf, senza dimenticare di Straubing e del meraviglioso zoo. Per 3 mesi siamo stati con la neve che non voleva scioglersi a -10° e chi più ne ha, più ne metta. Considero questa esperienza molto positivo e credo che più tempo passa, più la voglia di scappare dall’Italia aumenta. Sono orgoglioso di essere italiano fino al midollo ma disgustato dagli italiani che la stanno rovinando. Non è giusto che per essere felici bisogna andarsene dalla propria terra. 9 mesi qui, 9 mesi fuori che non vivo in Italia, 9 mesi
che mi sento rinato. Posso dirlo: STO BENE!

 

RICORDATE LA VOSTRA VITA PRIMA DEI SOCIAL NETWORK?

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Anno 2016, i Social Network hanno ormai invaso il mondo, c’è chi twitta, chi mette like, chi crea snap, chi usa hashtag e tutti noi ormai ci facciamo coinvolgere da queste cose novità. Ma vi ricordate quant’era bello quando tutto questo non esisteva? Non voglio andare troppo indietro col tempo, semplicemente all’era dei semplici telefonini con squilli e messaggi. Quando uno squillo significava che quella persona ti pensava, e ti facevi i primi film mentali, passare ore a squillare, senza chiamare, perchè costava troppo. Ed attenzione se facevi mancare qualche squillo alla tua ragazza, “come mai non hai risposto allo squillo?” praticamente l’equivalente di ora di “sei online su whatsapp, come mai non rispondi?”. Senza dimenticare della “Summer Card” o della “Christmas Card” che ti davano la possibilità di mandare sms infinitamente, e quei Nokia si sentivano suonare dappertutto. Oppure personalizzare la suoneria, non era come ora, metti un mp3 e via, dovevi comporla, ti sentivi Mozart in quel momento. C’erano tutte queste cose, ma ricordo anche che c’era ancora il contatto fisico, uscire con l’amico senza mandargli messaggi o cose varie, parlare di presenza, capirsi, interagire. Ora quando succede qualcosa, la vieni a sapere tramite Facebook, “sono incinta”, “il 31 febbraio mi sposo”, “il nonno è venuto a mancare” e via con le classiche frasi “Auguri”, “Condoglianze” parole che rimangono li, su quella pagina. A poco a poco uccidiamo i veri valori della vita, l’amicizia, l’amore, la famiglia. Sta finendo tutto con un tweet. Non dico che i social network non siano degli ottimi metodi per conoscere gente nuova o tenersi in contatto con vecchi amici, ma dovremmo trovare un equilibrio tra la moderna tecnologia e la vecchia scuola di pensiero. Non siate solo “animali da tastiera” ma anche semplici persone che amano prendere un caffè con gli amici, andare a trovare i nonni o semplicemente guardare il mare senza quel bisogno di fotografarlo obbligatoriamente. Tenete anche qualcosa per voi, per la vostra mente. Un piccolo sfogo che condivido con voi, non me ne voliate se la pensate diversamente. Peace and Live. BornCrazy xD

ATTENZIONE AL FILE SHARING IN GERMANIA. LE SOLUZIONI!

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Premesso che, SCARICARE FILE PIRATI O COPERTI DA COPYRIGHT E’ ILLEGALE in qualsiasi parte del Mondo. In questo articolo parlerò di cosa si rischia e di come “fare attenzione” in terra tedesca. In Germania si rischia di pagare multe tra i 500 e 1500 euro per ogni file scaricato illegalmente. I tedeschi hanno preso seriamente questa lotta, e non si fanno scappare nulla, controllano gli IP facendo attenzione ad ogni utente di qualsiasi provider. E di che ti stiamo parlando? In poche parole se tu scarichi un qualsiasi file, loro riescono a scoprirlo. Loro chi? La Gema, l’equivalente della Siae italiana, ma molto più “cazzuta”. Un altro esempio, in Germania, è YouTube, molti video qui non è possibile vederli, sopratutto i video musicali, vengono bloccati per non farli scaricare con programmi che estraggono i video, trasformandoli in mp3. Una delle prime cose da fare appena si arriva in Germania, è far in modo che programmi come eMule e Torrent non partino all’avvio di Windows. Il metodo è semplice, non bisogna fare File Sharing, comunemente si hanno sanzioni quando condividete i file scaricati (Uploading), se proprio non riuscite a farne a meno dovreste trovare dei download diretti (non sicuri al 100%) o al massimo guardare tutto in streaming. Infatti proprio lo streaming è una delle incognite di questo sistema, in passato c’è stata una causa a RedTube, noto sito pornografico, molti utenti tedeschi, 30.000 circa, avevano ricevuto una letterina con multe da 250euro per aver visto dei video, ma tutto cadde, quando è stato definito che, con lo Streaming non si entra in possesso di nulla. Unico metodo per sbloccare tutto sono i VPN (Virtual Private Network), molti sono i siti che offrono questo servizio, con una spesa media di 5/7 euro al mese. Lo spiego in parole povere, tu con il tuo computer siete collegati dalla Germania, grazie ai VPN, il vostro IP non sarà tedesco ma bensi, da dove volete voi: Italia, Spagna, Hong Kong, Cina, America, qualunque posto, sbloccando servizi come YouTube, Netflix e gli abbonati SkyGo. Questo è tutto, vi consiglio di stare attenti e se vi è possibile di non scaricare, in modo di contribuire al lavoro degli artisti che tanto amate. Un saluto dal vostro BornCrazy. Peace and Download…. xD

ERSTE MONAT IN DEUTSCHLAND!!!

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Dopo il primo mese in Germania posso dire che sono rimasto positivamente scioccato dalla realtà tedesca: precisa, rispettosa e sopratutto funzionale. Vivo a 30km di Monaco, in un piccolo paesino di 4000 persone nel sud della Germania, regione Bavaria, qui le tradizioni sono davvero forti, sulla birra di casa e Bayer Monaco non si scherza mica. Ma partiamo dagli inizi: circa 2 mesi fa, mi fu chiesto se fossi interessato ad un’esperienza in Germania, la mia risposta è stata titubante, sarei poluto rimanere nella mia bella Sicilia con mare e sole, oppure andare nella fredda e noiosa Germania. La mia idea sulla Germania inizialmente non era delle migliori, devo ammettere che la lingua e il clima sono degli scogli difficili da superare, ma la situazione critica in Italia ha facilitato la mia scelta e fino ad ora senza ripensamenti. Da premettere che qui gran parte dei lavoratori hanno diritto, sopratutto se provenienti da paesi esteri, a vitto e alloggio pagati dal datore di lavoro.

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Sicuramente all’inizio sembra tutto bello, tutto nuovo ma l’abitudine di fare anche le piccole cose a casa tua, nel tuo piccolo paese siciliano, la monotonia italiana ti viene a mancare, e di quello a cui prima non facevi più caso ora ne senti quasi la nostalgia, il lavoro ti aiuta a non pensare e cominci a capire che in Germania sembra tutto più facile. A poco a poco la nostalgia pesa meno e inizi a vedere le cose in modo diverso, cominci a capire e ti chiedi: ” Ma dove sono stato fino ad ora?”. I paeselli visti da lontano sembrano cartoline, tanto verde e case rustiche diventano un paesaggio stupendo. Ma lo shock più grande è quando ti aspetti quei tedeschi freddi, duri, privi di allegria e ti ritrovi a non capire neanche una parola ma a ridere con loro senza un apparente motivo. Difficile da spiegare, più facile spiegarvi tutto a poco a poco. Questo primo mese è stato sicuramente positivo, vediamo cosa ne penserò più in là, lo scopriremo insieme. Piano piano vi racconterò tutto, scrivendo in questa nuova rubrica. Una cosa è certa: BORNCRAZY IN DEUTSCHLAND!!!

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DAVID GUETTA A PALERMO: IO C’ERO!!!

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Circa 3 mesi fa, mi arrivò la notizia che David Guetta sarebbe stato a Palermo, sabato 9 luglio, nell’ambito dell’ottava edizione di “Porto d’Arte”. Un amico mio mi chiese “Che facciamo? Ci andiamo?” la mia risposta non poteva che essere positiva. Prendiamo i biglietti e organizziamo il tutto.

Sabato 9 luglio: Due auto, belli e organizzati, ci aspettano 239km, 3 ore di viaggio, si parte. Per strada si ascolta musica tranquilla e si scattano foto. Arrivati in albergo, ci diamo del tempo per prepararci e andiamo a Castello a Mare, circa 800mt da dove alloggiamo. Entriamo alle 19:00 e già si balla. Iniziano a suonare dei dj locali per poi lasciare spazio a Kungs e Jonas Blue. Il primo davvero bravo, è piaciuto molto, meno il secondo, forse perchè ci divideva da Guetta. Entrambi sono dei produttori di buon successo, che hanno iniziato molto bene aprendo ormai quasi tutti i concerti del dj francese.

Dopo ben 5 ore di attesa, a mezzanotte, uno dei più grandi dj del momento, a 49 anni suonati, autore di hit quali “Dangerous”, “Titanium”, “Hey Mama”, “Gettin Over You” e di “This One’s For You” canzone degli Euro 2016 in Francia: DAVID GUETTAAAAAAA!!!!! Partito con un intro stupenda. Ha suonato per circa 1 ora e mezza, facendo ballare tutta la gente venuta per lui. Gli schermi proiettavano una grafica davvero molto colorata con alcune riprese live. E’ stata davvero un’esperienza unica. Ritorno a casa con un dolore di piedi mai visto prima ma felice. Durante il live non sono mancati gli scontri, da chi mi ha tirato il telefono per terra che come un rinoceronte ho ripreso spazzando tutto ciò che mi divideva da lui a due donne di circa 40 anni che si erano fissate dovevano ballare al nostro posto, e noi chiusi a conchiglia, classica tattica romana, non abbiamo ceduto a nessuno. Di ritorno in albergo non poteva mancare un buonissimo panino con la porchetta palermitana per riprenderci ed acqua a non finire.

Domenica 10 luglio: Ritorno alla base, con qualche complicazione, un amico ci ha fatto visitare l’ospedale di Palermo, per ben 6 ore, molto ben organizzato e molto pulito. L’importante che tutto sia andato per il meglio. Arriviamo a casa verso le 21:00 con tantissimi ricordi di questo fine settimana. Vi saluto con un altra esperienza condivisa con tutti voi. Peace and House Music. BornCrazy xD

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L’UOMO CURATO: SI? NO? DIPENDE…

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Eccoci, nel 2016, dove si dice che ormai l’uomo sia più curato della donna. Ma sarà vero? Non mi ritengo una persona che si cura tantissimo: mi sistemo le sopracciglia, non esco se i capelli non sono come dico io, accorcio la barba, mi tolgo un pò di pelo dalla schiena, non vado in palestra, ma cerco di mangiare il più genuino possibile, dico sempre di andare a correre ma non lo faccio quasi mai e faccio un lavoro, che, ahimè, è molto sedentario. L’uomo moderno, da qualche anno a questa parte, sta iniziando a curare il viso sempre di più, le sopracciglia sistemate per rinforzare lo sguardo e la barba per sembrare più maturo, sono i punti di forza di un uomo che ama curarsi. Ma se ormai le sopracciglia sono standard un pò per tutti, diciamo un pò più folte, l’idea della barba e dei capelli cambia un pò per tutti. C’è l’uomo che con la barbetta corta si sente il più figo di tutti, e c’è la barba stile boscaiolo che fa l’uomo rude. Poi non dimentichiamo il pizzetto, la “mosca” sotto il labbro e solo le basette più lunghe che sono un pò più in fondo alla classifica, ma sempre utilizzate. Insomma, la barba è diventata fondamentale quasi per tutti, e alle donne non sembra dispiacere. Per i capelli invece sembra esserci tutto un altro mondo, i parruchieri possono sbizzarirsi. Dal capello a quello lungo sono tantissimi gli stili utilizzati. Chi si fa la coda, chi usa il ciuffo alto rasato ai lati, e anche chi vuole sia la coda che la rasatura laterale. Non dimentichiamo poi l’uomo pelato che con la barba ha il suo perchè. Uno dei simboli maschili di questa moda è sicuramente l’ex calciatore David Beckham, beniamino di tanti tifosi di calcio e di tante tifose, ha cambiato più volte look, senza snaturare mai.

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Ma l’uomo moderno non cura solo il viso, ha imparato a modellare il suo corpo il più possibile tra palestra e tatuaggi. Ormai tutti, o quasi, cercano di fare attività fisica. Vanno a correre, in bici o in palestra, l’importante è muoversi, cercare di stare in forma, mangiando in modo corretto e genuino. Per chi ancora non lo fa, gli consiglio di mettersi sotto, perchè questo è il futuro, anche se ancora a qualche donna piace l’uomo con la “panza” definendolo un “orsacchiotto dolce”, tutto questo non durerà per sempre, ma non dimenticate: lo sguardo da cattivo ragazzo non lo batte nessuno.  Non dimentichiamo i tatuaggi, parte fondamentale dell’uomo del 2016. Ormai chi più chi meno, a l’uomo contemporaneo piace il tatuaggio, piccolo o grande che sia. Per chi ha un corpo scolpito, sicuramente i tatuaggi “standard” vengono fatti su petto e schiena, per il resto un posto vale l’altro.

In poche parole, l’uomo moderno è un Hipster con fisico ben scolpito, pieno di tatuaggi, con uno sguardo profondo. Siete pronti al cambiamento? volete tenervi la “panza”? l’importante è stare bene con se stessi, senza trascurare la vostra salute. E se qualche capello bianco vi fa paura, guardate in fondo all’articolo, sono sicuro che il vecchietto del futuro sarà il più figo della storia. Si ok, ora che l’articolo è finito. Vi curate tutto, ma il cervello lo allenate? Un uomo colto si dice sia ancora meglio. Sono sicuro che ne riparleremo. Una stretta di mano a tutti. Peace and Non Mollate Mai. BornCrazy ve saluta. xD

E VOI? CHE MINCHIA BEVETE?

2Ebbene si… Camminiamo verso uno stand della Nivarata 2016 (vedi piccolissima recensione su Facebook alla pagina BornCrazy) e ci viene chiesto “Ragazzi, che minchia bevete?”. Immaginatevi la 1scena: camminate tranquilli, tra gli stand, vi ferma uno, vi guarda con faccia molto seria, facendovi questa fatidica domanda. Incuriosito osservo attendamente lo stand e guardo che MINCHIA è il nome di una birra artigianale messinese. Il mio primo pensiero è stato sicuramente: “E’ UNA GENIALATA”, se guardiamo la parte marketing della situazione, la parola “MINCHIA” è la più usata della Sicilia. Viene usata per tutto “Minchia mbare, come stai?” oppure quando un siciliano è sorpreso da una notizia “MIIIIINCHIA”, insomma, viene usata dappertutto.

Ma ritorniamo alla birra. Prodotta a Messina, la birra Minchia è disponibile “Bionda”, “Rossa” e “Tosta”. Tutte a bassa fermentazione (14° – 0° C), utilizzando una selezione di lieviti (saccharomyces carlsbergensis) e prodotte artigianalmente, in bottiglie da 33cl e 75cl utilizzando vetro riciclato. Cosa volete di più? Bevete birra3 artigianale rispettando l’ambiente. Ma quale scegliere? La “Bionda” con grado alcolico al 5,2%  ha un gusto maltato e retrogusto erbaceo floreale, praticamente una Lager; la “Rossa” con grando alcolico al 6,0% ha un retrogusto mordido; La “Tosta” con grado alcolico al 7,3% è una birra bionda a doppio malto. Presentata anche all’Expo di Milano, ha ricevuto molte recensioni positive da tutto il mondo, praticamente un orgoglio siciliano. Utima chicca da sapere? I macchinari sono stati montati in un ex-cinema. Molti l’hanno criticata per il suo nome un pò hard, ma personalmente credo che il nome non sia un probema, quando un azienda come la Sikania, azienda di lunga tradizione, ha fatto di questo marchio, il loro punto di forza. Noi non ci pensiamo, ci beviamo una minchia di birra e su con la vita.

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Se volete seguirla andate al sito BirraMinchia.it oppure alla pagina Facebook BirraMinchia. Io vi saluto e spero di avervi incuriosito tanto quanto me. Peace and Che Minchia Bevete? Un Abbraccio, BornCrazy xD.

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LEICESTER CITY: MIRACOLO CALCISTICO!

“Foxes Never Quit” questo è il motto del Leicester City, “Le Volpi Non Mollano Mai“. Parliamo di una squadra che, ad inizio campionato, nessuno poteva mai immaginare vincesse la Premier League 2015/2016. In un campionato, quello inglese, con le squadre più ricche e forti al mondo, come Manchester United, Manchester City, Chelsea e Arsenal, ma senza dimenticare di Tottenham, Liverpool e West Ham, il Leicester ha fatto un vero e proprio miracolo calcistico. In questa impresa c’è qualcosa di italiano, mister Claudio Ranieri, gli è stata affidata la panchina il 13 luglio 2005, creando un gruppo solido, che ha lottato ad ogni partita, rimanendo sempre nelle zone alte della classifica sin dalle prime giornate. Diventato un mito di questa città, sta ricevendo congratulazioni e premi da tutto il mondo, come è giusto che sia. Togliendosi qualche piccolo sassolino dalle scarpe, e a suon di “Dilly Ding Dilly Dong” ha portato questa squadra ai vertici del campionato inglese.

Una squadra inaspettata, fatta da persone semplici, da giocatori che nessuno conosceva o che nessuno considerava più di tanto. Protagonista assoluto di questo sogno è sicuramente Jamie Vardy, ex operaio metalmeccanico a Sheffield, in pochissimo tempo si è trasformato in un campione, capace di far sognare una città intera a suon di gol. Va a segno per undici partite di campionato consecutive (13 reti realizzate), superando Ruud Van Nistelrooy, e stabilendo un nuovo record in Premier League. Ma non dimentichiamoci di Kasper Schmeichel, portierone e figlio del grande Peter Shmeichel, che con le sue parate ha salvato più volte il risultato. Poi Wes Morgan (il capitano), Danny Drinkwater, Robert Huth, Christian Fuchs, Andy King, N’Golo Kanté, Leonardo Ulloa e Riyad Mahrez. Nessun campione affermato, nessun “Mr. 100Milioni” e nessun fuoriclasse, ma solo tanti giocatori che hanno costruito un sogno e diventati solo ora campioni. Sono entrati nella storia del Leicester City, facendogli vincere il loro primo titolo nazionale.

Io spero che l’anno prossimo molti di loro non andranno via, non si faranno ingolosire dai soldi delle grandi squadre, spero che capiscano che rimanere al Leicester, dove sono idoli indiscussi, sia la scelta migiore. In questo momento il Leicester, non ha niente da invidiare alle grandi del calcio. Hanno battuto tutti e hanno vinto un titolo meritato, mentre le altre big inglesi, rallentavano, loro sembravano un treno senza sosta. L’anno prossimo ci sarà la Champions League ad aspettarli. Nuovo giro, nuova corsa. E chissà se potranno scrivere un altro pezzettino di storia. Un abbraccio da BornCrazy. Peace and GoFoxes. xD