RECENSIONE “LORO CI SALVERANNO” DI CHIARA BORGHI

SINOSSI
Dagli anni Settanta gran parte dell’umanità è in fibrillazione per la sopravvivenza del nostro pianeta a causa dell’inquinamento inarrestabile del nostro habitat. La salvezza tuttavia non arriverà dai movimenti ambientalisti, i Bastardi Verdi, assetati di potere, ma da una specie aliena umanoide super evoluta: i FuelSuper Rosso. Siamo nel 2020 e i Fuel stanno per entrare nell’atmosfera terrestre aiutati da un manipolo ristretto di persone illuminate, capeggiate da Tomaso, benzinaio depresso con qualche guaio con la giustizia, e Nicola, un ex attivista politico, interessato unicamente al consumo di hashish e alle partite della“Magica”. I due uniscono le forze per organizzare un evento che riveli al mondo la portata rivoluzionaria di questa scoperta. Si mobilitano milioni di persone, pronte ad accogliere i Fuel Super Rosso, perché in fondo tutti vogliono credere

RECENSIONE
Finalmente un romanzo di fantascienza ambientato in Italia, precisamente a Roma Sud, con personaggi che potrebbero essere ognuno di voi, da un benzinaio in rovina, ad una coppia di anziani senza figli,  un mix di realtà e fantascienza, pieno di dettagli e pieno di misteri. Chi siamo noi? Siamo sicuri che la fine del libro non possa diventare reale? Vedremo. Una lettura leggera che appassiona e che da un anticipo di quello che potrebbe accadere nel 2020, l’impressione che si ha è quella di leggere un quotidiano del futuro. Dobbiamo davvero aspettarci l’arrivo degli alieni? Chiediamolo direttamente all’autrice del libro, Chiara Borghi.

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L’INTERVISTA A CHIARA BORGHI 
BC – Come è nata l’idea di scrivere un libro sugli alieni?
CB – L’idea del libro parte da una domanda: «Cosa siamo disposti a fare per essere salvati?» che ne ha chiamata di conseguenza un’altra «perchè noi umani abbiamo da sempre il bisogno di essere salvati? E da cosa?» Gli alieni sono una conseguenza e un espediente. In fondo buona fetta dell’umanità ha fede il un essere sovrumano che
onnipotente che verrà a salvarci alla fine dei tempi.Nessuno osa dire che è letteratura di fantascienza in quel caso.

BC – Gli amanti del genere, sono sicuro che ameranno questo romanzo, cosa vuole dire a chi sta iniziando a leggerlo? cosa devono aspettarsi?
CB – A chi inizia a leggerlo voglio dire di non aspettarsi un romanzo di fantascienza ma una bella storia di amicizia, amore e riscatto. Il libro è anche un grande omaggio a Roma che mi ha accolta in un periodo molto difficile della mia vita e mi ha salvato.

BC – Lei crede davvero all’idea che un giorno saremo salvati da “loro”?
CB – A questa domanda si può rispondere solo leggendo fino in fondo il romanzo. Il mio pensiero conta fino ad un certo punto e nel racconto non ci sono direttive morali, cerco sempre di sospendere il giudizio quando scrivo e di limitarmi a raccontare una storia.

BC – Ci parli un pò di lei, chi è Chiara Borghi?
CB – Chiara Borghi è una ragazza di 37 anni, mamma di due bambini, moglie indie, un po’ più complicata della media che cerca di divertirsi giorno per giorno e costruire al meglio il suo sogno: essere una scrittrice. Da un po’ di anni mi guadagno da vivere gestendo una web-radio e curando la comunicazione di un’associazione culturale.

BC – Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo romanzo?
CB – Il prossimo romanzo parla di un pasticcere troskista…non lo so, sto scherzando. Finché non consegno all’editore resta tutto chiuso nella mia testa.

Volevo ringraziare Chiara per la sua enorme disponibilità e le auguro tutti i successi che merita. Peace and Read The Books!

COME CERCARE LAVORO NEI RISTORANTI ALL’ESTERO

Premetto che cercare lavoro all’estero di questi tempi non è per niente facile, molti sono gli italiani che emigrano nei paese esteri in cerca di fortuna.  Inizio col dirvi che personalmente, vi consiglio di non mettervi nelle mani di pseudo agenzie per vari motivi:

  • La maggior parte delle volte vi chiedono denaro in cambio di lavoro, cosa assolutamente ILLEGALE e IMMORALE.  
  • Quando non vi chiedono denaro in cambio, lo chiedono ai locali dove nessuno vuole andare, semplicemente perchè il proprietario del ristorante non è esattamente un gentleman.
  • Non hanno sicuramente idea di cosa voi siate in grado di fare e non gliene può fregare nulla.

Adesso che abbiamo chiuso la questione “false”  agenzie di lavoro. Inizio col dirvi, che se avete intenzioni di lavorare all’estero, la sincerità è sicuramente la via migliore per iniziare tutto. Mi spiego meglio, se un locale cerca un cuoco, ma voi fino ad allora, avete cucinato pasta per voi, per i vostri genitori o per i vostri amici, non candidatevi neanche per sogno. L’idea della cucina italiana all’estero, che riescono a farla anche i bambini, non è cosi vera. Se non sapete fare assolutamente nulla in cucina, iniziate col fare il lavapiatti  per poi crescere professionalmente ed aumentare di “grado”. Quando vi dicono di fare il lavapiatti, la maggior parte delle volte si parla anche di preparazione insalate e antipasti. Mentre se siete pizzaioli o cuochi, avrete sicuramente strade più aperte, ma i problemi non mancheranno. Ogni locale ha i propri piatti e i propri modi di fare, se voi volete imporre il vostro modo di lavorare iniziate male. Dovete parlare col gestore del locale e lavorare insieme, credere in voi stessi ma sopratutto credere nel ristorante. Per i camerieri è scontato dire che bisogna sapere la lingua del posto in cui avete intenzione di lavorare.

Parliamo adesso di come cercare lavoro all’estero. Sicuramente è stato semplificato grazie a internet e ai social network, ma dovete stare molto attenti alle truffe, che non mancano mai. Vi elencherò vari metodi che potrete utilizzare:

  • INTERNET: Sono molti i locali che tramite i siti di annunci, pubblicano offerte di lavoro. Potete provare su Subito, Backeka, ecc.
  • GRUPPI FACEBOOK: Su vari gruppi Facebook, ci sono moltissimi che cercano personale nei ristoranti. Se sapete anche dove volete lavorare, sarà più semplice cercando gruppi tipo “Italiani a ……. ” dove molti nostri connazionali si ritrovano per consigli o semplicemente per fare amicizia.
  • TELEFONO: Il buon vecchio metodo, chiamando nei vari locali italiani che ci sono presenti nel mondo, chiedete del proprietario e parlate direttamente con loro. Se vi rispondono in lingua straniera, andate su Google Translate e ripetete la traduzione di ciò che volete dire. Mettete da parte la timidezza e buttatevi, più di un NO non potete ricevere.

Una volta avuti i primi contatti, vi consiglio, di farvi trovare sicuri di ciò che sapete fare, e per esperienza personale chiedete cosa offrono.  Non abbiate paura dei rifiuti, un NO non ha mai ucciso nessuno, semplicemente non era ciò che cercavate o non eravate ciò che cercavano. 

Se riuscite ad avere il lavoro, ma purtroppo il vostro principale non è ciò che vi aspettavate, iniziate da subito a cercare un altro lavoro. Sono molti i titolari che si fanno forti delle vostre debolezze, perchè sicuri della loro posizione, ma all’estero funziona tutto diversamente, se ci sono problemi burocratici o maltrattamenti recatevi sin da subito dalla polizia locale e denunciate tutto. Meno truffatori in giro, più lavoro sicuro.

Spero di avervi in qualche modo aiutato, se avete dubbi o perplessità contattatemi nella mia pagina Facebook BornCrazy cercherò in qualche modo di rispondere a tutti. Non posso trovarvi il lavoro, ma posso spiegarvi meglio come si può fare.

LAVORARE ALL’ESTERO: ATTENZIONE! PER QUALCUNO SIETE DEGLI SFATICATI

Dopo tanti anni di lavoro all’estero, non mi era capitato di trovare gente con una mentalità cosi stupida e antica come questo individuo, che per ragioni di privacy chiameremo Signor Z. Questo personaggio, ha postato un discorso abbastanza negativo sugli italiani che vanno a lavorare all’estero, forse sugli italiani in generale, spiegando perchè per lui siamo tutti degli SFATICATI. Di seguito gli screenshot di quello che ha scritto: (leggere in base alla numerazione)

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Chi mi conosce sa che di solito non cado in provocazioni di questo genere, ma questa volta mi sono sentito chiamato in causa. Ho lavorato per anni all’estero e posso dire davvero di aver conosciuto sia persone buone e sia persone cattive. Chi non è mai entrato in questo “mondo” non può neanche immaginare di cosa vediamo e sentiamo giornalmente. Il mio carattere mi ha permesso però, di rimanere solo in posti, dove il rispetto per il lavoro e per le persone veniva messo prima di ogni cosa, mentre dove tutto questo non c’era, ho sempre avuto un comportamento da professionista, spiegando che loro non erano ciò che cercavo. Ritornando al signor Z, che è anche moderatore di questo gruppo, posso solo dire di aver visto con i miei occhi, che si prende il lusso di dare dello SFATICATO a chi chiede qualche informazione su lavori che propongo in questo gruppo. Perchè secondo il suo modesto parere lo SFATICATO è:

  • Chi non accetta di lavorare 14 ore al giorno
  • Chi vuole avere un alloggio che sia degno di essere chiamato cosi e non di vivere in un all’alloggio dove le stalle in confronto sono stanze di albergo 5 stelle
  • Chi rifiuta un lavoro che non lo soddisfa sia a livello economico che a livello personale
  • Chi chiede di sapere prima di fare più di 1000km di quanto sia lo stipendio
  • Chi chiede di essere trattato come una persona e no come un animale
  • Chi risponde agli insulti dei titolari
  • E tante altre cose.

Vorrei spiegare al signor Z, che quelli che lui chiama SFATICATI, io li chiamo SFRUTTATI, da quella categoria di titolari italiani andati all’estero , che dopo aver aperto un locale, sicuramente dopo tantissimi sacrifici, si dimenticano di essere stati anche loro dipendenti. Permettetemi di dire che voglio essere chiamato PROFESSIONISTA se do il giusto rispetto al lavoro che faccio. Il tempo, l’educazione e l’impegno che do per il chi lavoro deve essere messo in primis su tutto. Io mi ritengo una di quelle persone che può ritenersi fortunate di aver avuto esperienze all’estero abbastanza positive, a differenza di molti che non hanno avuto altro che delusioni e maltrattamenti. Cari italiani che volete lavorare all’estero, sappiate che non tutti sono come il Signor Z, c’è molta gente che vi aiuterà e vi farà sentire importanti, perchè non dimentichiamo che se un locale va avanti è anche grazie a noi poveri SFATICATI.

Vi posso assicurare che la discussione non finisce qui, e questo è solo il primo articolo di tanti altri. Per la cronaca, il post scritto è stato eliminato dopo esser stato criticato apertamente dal sottoscritto, perciò non capisco l’ultimo punto della sua lista dell’essere uno SFATICATO, dove dice: “sono proprio questi ITALIANI che nemmeno hanno il coraggio di rispondere a queste accuse per non voler dimostrare di essere degli sfaticati”. Il Signor Z non mi ha mai risposto, perchè è il solito “leone da tastiera”, quello che tira la pietra e poi nasconde la mano.

ps. il Signor Z fa anche video dove da tanti consigli ai titolari di locali, peccato che in base al suo canale YouTube nessuno gli dia tanto conto, menomale direi 😉